Sabato sera la Salernitana proverà a riscattare le ultime sconfitte e cercare i primi punti della stagione. Non sarà una partita semplice perché l’avversario di turno sarà l’Atalanta, reduce da una buona gara in Champions League in casa del Villarreal. In vista dell’incontro di sabato, la redazione di Salernitanalive ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Roberto Belingheri, vicecaporedattore de L’Eco di Bergamo e curatore di Corner, sito di approfondimenti sull’Atalanta, tra i giornalisti di Bergamo più conosciuti e apprezzati.

L’Atalanta è reduce da ottimi campionati e non è più una “Cenerentola” del calcio italiano. Quest’anno è partita un po’ sottotono, come ha visto lei l’inizio di stagione della “Dea”?
“E’ stato difficoltoso, come già accaduto in passato sotto la gestione Gasperini. Era facilmente prevedibile una partenza sottotono visti i tanti calciatori nerazzurri impegnati ad Euro 2020 e in Coppa America, i quali si sono aggregati in ritardo alla squadra. Inoltre, la squalifica di de Roon e gli infortuni di Zapata e Muriel hanno creato qualche difficoltà in più. Anche il calciomercato non è stato facile. Hateboer è stato costretto all’operazione al piede e dunque la società è corsa ai ripari prendendo Zappacosta; Ilicic era tra i possibili partenti, ma alla fine è rimasto a Bergamo e questo potrebbe aver impedito il possibile arrivo di un altro attaccante. La partita di martedì sera contro il Villarreal potrebbe rappresentare la svolta: si è rivista l’Atalanta degli ultimi anni e questo ha rasserenato l’ambiente”.

Il calciomercato non è stato facile, ma ha comunque regalato alcuni giocatori importanti.
“L’acquisto del portiere Musso, anche se costoso, è da considerarsi buono. Martedì è stato protagonista con tre parate strepitose. E’ ancora presto, ma anche l’olandese Koopmeiners ha mostrato buone qualità e Gasperini lo sta inserendo gradualmente nei meccanismi della squadra. La difesa è per ora un punto di domanda. Il reparto ha perso Romero e per ora Gasperini sta inserendo Demiral con cautela. Resta il dichiarato scontento di Gasperini per il mancato arrivo di un altro attaccante”.

L’Atalanta sarà sicuramente tra le protagoniste del campionato. In Europa, invece, può arrivare un ulteriore passo in avanti?
“La gestione Gasperini si è aperta cinque anni fa con l’intento di raggiungere una tranquilla salvezza e, al primo colpo, arrivò quarto. L’obiettivo è stato ampiamente superato grazie a tre qualificazioni consecutive in Champions League. Gasperini è un tecnico ambizioso e vorrà sicuramente fare ancora meglio. Quest’anno c’è la possibilità di migliorarsi ulteriormente. La Juventus appare in difficoltà, l’Inter si è indebolita e tante squadre hanno cambiato guida tecnica. Il girone di Champions League è molto complicato e i risultati di martedì sera lo hanno confermato, vista la sorprendente vittoria dello Young Boys sul Manchester United. In un girone così equilibrato saranno i dettagli a fare la differenza. L’Atalanta due anni fa è arrivata ad un passo dalla semifinale, mentre la scorsa stagione è stata eliminata agli ottavi dal Real Madrid. Superare la fase a gironi è il primo obiettivo, poi molto dipenderà dall’esito del sorteggio”.

La tifoseria sarà sicuramente soddisfatta dei risultati raggiunti ed il rapporto con il presidente Percassi sarà ottimo.

“Percassi ha comprato l’Atalanta nel 2011 in Serie B e l’ha riportata subito in Serie A. Ha ottenuto la qualificazione in Europa dopo quasi trent’anni ed ha raggiunto per la prima volta la Champions League. Ha comprato lo stadio e settore dopo settore lo sta completamente rimodernando. Si sta vivendo il periodo più importante della storia dell’Atalanta. Per questo i tifosi stravedono per il presidente. Dopo tre qualificazioni consecutive in Champions, la tifoseria forse si aspettava qualche sforzo in più dalla società sul mercato. Ma il rapporto resta ottimo, e non potrebbe essere diversamente dati i risultati”.

Qual è la posizione degli ultras dell’Atalanta rispetto al Covid e alla riapertura parziale degli stadi?
“Pochi giorni fa si è sciolto il gruppo che guidava la Curva dell’Atalanta da tantissimi anni. La loro posizione era quella di rimanere fuori viste le restrizioni e la capienza al 50%. Nonostante questo, sono stati moltissimi i presenti nelle due gare casalinghe fin qui giocate. La gente accorsa allo stadio ha fatto comunque sentire il proprio incitamento alla squadra. C’è troppa voglia di tornare allo stadio e chi è in possesso del Green Pass si sente in diritto di partecipare dal vivo alle sorti dell’Atalanta”.

L’assenza degli ultras può influire sul fattore casa?
“No. Credo poco alla retorica del dodicesimo uomo. Nelle due partite giocate a Bergamo gli ultras non erano presenti, ma il pubblico ha sempre tifato dal primo all’ultimo minuto. Certo, non sarà stato un tifo coordinato, ma è stato sicuramente sentito dalla squadra. I calciatori hanno riassaporato il calore e l’affetto del pubblico bergamasco. Credo che il bello per i calciatori sia ritornare a giocare in un ambiente fatto di tifo, di rumore, con la gente che esulta o che si rammarica. Gli stadi recuperano la propria atmosfera a prescindere dalla presenza o assenza degli ultras. Certo sono importanti, regalano emozioni con le loro coreografie, ma se non vogliono esserci l’atmosfera da stadio verrà creata da altri”.

Sabato sera l’Atalanta sarà di scena all’Arechi che è uno degli stadi più calorosi d’Italia. Che partita si aspetta?
“Dopo la bella prova di ieri, mi aspetto un’Atalanta determinata a vincere. La squadra ha perso punti sia contro il Bologna sia contro la Fiorentina, due partite sulla carta abbordabili. I giocatori vorranno sicuramente portare via i tre punti da Salerno, magari senza sudare troppo dato che martedì si torna in campo per il turno infrasettimanale”.

La Salernitana non ha brillato in questo avvio di stagione ed è reduce da due 4-0 subiti di fila. Si aspettava un rendimento del genere?
“Purtroppo per la Salernitana, si. La campagna acquisti non mi pare sia stata all’altezza per la Serie A. Sono molto curioso di vedere all’opera Ruggeri perché ha buone potenzialità. Lo scorso anno ha fatto vedere buone cose quando Gasperini gli ha dato una chance in prima squadra. Essendo giovanissimo fa fatica a giocare stabilmente in una squadra competitiva come l’Atalanta. Invece, in un contesto come quello della Salernitana può crescere. La Salernitana dovrà lottare fino all’ultima giornata per la salvezza. Molto dipenderà da come si evolve la stagione e cosa porterà il mercato di gennaio, sia alla Salernitana sia alle altre candidate alla retrocessione. Chi vuole salvarsi investe di solito nel mercato invernale. Si prospetta un campionato di sofferenza per la Salernitana”.

Ruggeri sarà il grande assente del match di sabato sera a causa di un infortunio. Che tipo di calciatore è?
“Ruggeri ha impressionato tantissimo nella Youth League, la Champions riservata alle Primavera. E’ dotato di grandissima corsa ed è bravissimo nel mettere cross in area. Gasperini se ne è innamorato e ha voluto premiarlo aggregandolo alla prima squadra lo scorso anno, anche perché Mojica, Piccini e Depaoli non convincevano. Ruggeri è un bravissimo ragazzo, molto educato e dalla grande personalità. A Salerno spero possa fare molto bene”.

Alle difficoltà sul campo si aggiungono quelle societarie per la Salernitana. Entro il 31 dicembre il club granata dovrà avere una nuova proprietà pena l’esclusione dal campionato. Cosa pensa di questa situazione?
“E’ una situazione difficile. Le norme che regolano il calcio italiano non sono state in grado di prevenire una situazione in cui una stessa proprietà ha due società nel medesimo campionato. L’ideale sarebbe una norma che obbliga la cessione societaria già quando due società si trovano per esempio in A e in B. Su questa situazione non mi permetto un’opinione. Confido che si trovi una soluzione incontestabile, per il bene della Salernitana e del campionato”.

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