Il calcio si prepara a ripartire, ma lo spettro COVID non ci ha ancora abbandonato, motivo per il quale il protocollo redatto per permettere ad addetti ai lavori e appassionati di tornare a usufruire della passione per antonomasia contiene direttive stringenti da rispettare, come racconta quest’oggi la Gazzetta dello Sport. Bisognerà incontrarsi il meno possibile: le squadre si eviteranno, con percorsi differenziati (è consigliato di arrivare con due pullman per rispettare le distanze; agli arbitri, così come al personale di servizio e per le riprese tv, è stato consigliato di utilizzare mezzi privati e di evitare trasporti pubblici), dal tragitto dagli spogliatoi al campo fino all’antidoping.

Tutti dovranno indossare la mascherina, che andrà tolta soltanto nel momento in cui ci sarà il calcio d’inizio. Le squadre saranno divise a gruppetti anche durante la preparazione negli spogliatoi, dove si riceverà costantemente la comunicazione di fare in fretta così da ridurre la permanenza in un luogo chiuso. Si cercherà di evitare le docce proprio nello spogliatoio ma, qualora non se ne possa proprio fare a meno, bisognerà rispettare una distanza minima di due metri.

Una parte dei calciatori in panchina sarà spostata in tribuna. Il rispetto delle distanze limiterà le proteste nei confronti dell’arbitro. Non ci saranno raccattapalle al di sotto dei diciotto anni. Importante novità per le interviste post partita: saranno effettuate in modalità remota one to one. Le tradizionali conferenze stampa saranno effettuate via Whatsapp.

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