Il tema è nuovamente d’attualità dopo la riapertura dei grandi parchi giochi, e considerando la ripresa dell’attività di cinema e teatri. Inevitabili le regole sul distanziamento sociale, ma si tratta di segnali che il calcio punta a far propri.

Far rispettare le distanze e vigilare sul pubblico non appare generalmente complicato, eccezion fatta per le curve, dove il lavoro per gli steward risulterebbe più complicato. In ogni caso, un ritorno dei tifosi potrebbe coincidere solo con un riempimento parziale degli impianti, dal 10% al 25%.

Come spiega il Corriere dello Sport, i club sarebbero dunque costretti a fare delle scelte perché la percentuale di abbonati in molti stadi supera di gran lunga il 25% di capienza. Per questo l’idea più ricorrente è quella di dare priorità alle aree hospitality, i posti venduti agli sponsor.

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