La memoria è forse uno dei doni più preziosi. Ci consente di guardare al futuro, “ricchi” di ciò che abbiamo vissuto e di ciò che è stato. E la memoria va coltivata, con un albero con radici forti che comunque ha bisogno di cure e attenzione. Gli ultras Salerno – in particolare i “vecchi ultras”, quelli nati al Vestuti per intenderci – questo dono lo conservano come una reliquia. Nell’anno del centenario della prima gara ufficiale della Salernitana (ricorrerà il prossimo 15 febbraio), i tifosi granata celebrano un’altra ricorrenza, il decennale della morte di Carmine Rinaldi, per tutti il “Siberiano”, avvenuta il 13 aprile 2010. Mancano anche due mesi ma il conto alla rovescia è già partito e sono in cantiere diverse iniziative: si parla di una mega scenografia in curva Sud (la curva a lui dedicata), si vocifera di eventi squisitamente ultras. Ovviamente tutto coperto dal massimo riservo. Come lo stile ultras vuole. C’è chi sta facendo stampare le sciarpe celebrative, chi le bandiere. Ognuno dei suoi “vecchi” amici – fratelli di mille battaglie su e giù per lo stivale – proverà a strozzare il dolore in gola, onorando la sua memoria. Una memoria che va tramandata anche e soprattutto a chi il Siberiano non lo ha mai incrociato e ne ha solo sentito parlare. Farebbe bene davvero a tutti. La redazione di SalernitanaLive in questi due mesi di conto alla rovescia verso il decennale della sua morte, proverà a mantenere alta l’attenzione sulla sua figura, con una serie di speciali e di approfondimenti sul mondo del tifo salernitano. Siberiano vive.

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