Di Umberto Adinolfi

Si d’amore. Parliamo proprio di amore. Quello puro e ancestrale per la maglia Granata. Al termine di questa stagione travagliata e piena di ombre, è lecito fermarsi e analizzare quanto accaduto. Tutto ciò che diremo però parte da un comunicato ufficiale della Salernitana dello scorso aprile, quando fu messo nero su bianco circa i reali obiettivi di questo torneo. Evidentemente la stessa precisazione non fu fatta a Ventura, al quale fu chiesto semplicemente di ricucire il rapporto con la piazza e far crescere un gruppo di buoni calciatori. Detto questo, il mancato raggiungimento dei playoff non può non essere considerato un fallimento sportivo. Inutile trovare scuse per gli infortuni subiti, la sfortuna o addirittura presunti complotti di palazzo. È giunto il momento storico per questa proprietà di fermarsi e soppesare con freddezza e lucidità quanto fatto, quanto detto e quanto promesso ai tifosi. Salerno merita rispetto e questa proprietà ha il dovere morale di concedere ai salernitani la possibilità di poter sognare. È altrettanto doveroso considerare i meriti di questa società per quanto attiene alla situazione economica e di solidità finanziaria. Ma i sogni della gente di Salerno non si costruiscono solo con quelle. Occorre ripartire da zero, magari con delle scelte importanti in seno all’organizzazione societaria, puntando su uomini nuovi e con voglia di spendersi per una piazza che sa amare in modo viscerale. È tempo d’amore dunque, l’amore per la maglia Granata.

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