A detta di quote Snai, tuttologi di rete, romanisti incalliti e qualche giornalista “fuori fase” la sfida di domani sera all’Arechi tra Salernitana e Roma potrebbe anche non disputarsi affatto. Tanto il risultato finale lo dovremmo già sapere tutti quanti. Una sorta di sgambatura, una partitella di allenamento per la truppa del santone portoghese. Eppure non tutti sono allineati sul pensiero unico dominante. C’è anche chi pensa che i miracoli esistano. E non sono proprio sulle dita di una mano.

Le lancette dell’orologio di mister Castori trascorreranno lente ma furiose al tempo stesso. Lente perchè la Salernitana – ne siamo certi – metterà in campo la sua principale dote: gambe e fiato al servizio del collettivo. Nella speranza che la ripartenza giusta possa concretizzarsi e bucare la rete giallorossa. Furiose perchè, quasi certamente, la Roma di Mourinho non starà a guardare Bonazzoli e soci, ma penserà bene di tessere sul manto erboso dell’Arechi la propria trama di gioco.

90 minuti di sofferenza dunque attendono i tifosi granata. Ma inseguire l’impossibile non è reato, nè mestiere per poveri illusi. La Salernitana è come una melodia degli Stones, acida e ribelle se la si confronta con il verbo calcistico predominante, fatto di neologismi lessicali e tanto possesso palla. Ma come Jagger è capace di abbagliare tutto e tutti, grazie all’energia che sprigiona il cuore di chi indossa la maglia granata. Senza dimenticare che – Covid permettendo – domani sera il pubblico si “stringerà” attorno agli uomini di Castori, in uno slancio commovente. Ci giochiamo un’altra partita inseguendo il sogno del primo risultato utile della stagione. Non è quella perfetta, giusta o adatta a noi. Ma fa nulla. Proviamo a sognare tutti insieme, lasciando da parte manovre di calciomercato, caos biglietti, logistica k.o., società fantasma e quant’altro.

Non dimentichiamocelo mai. Siamo la Salernitana. Siamo quelli della sofferenza acuta. Siamo quelli della “polvere e della gloria”. Siamo quelli che rispondono presente quando il cuore affonda la sua “chiamata alle armi”. E allora scateniamolo questo inferno!

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