A rendere incandescente la temperatura in città non è di certo l’afa agostana, bensì il silenzio perpetuo in cui è sprofondata la società granata che fa capo al duo Lotito-Mezzaroma. Senza voler procedere a sentenze di condanna in contumacia, l’analisi dei fatti fino a qui registrati parla da sola. Da un lato v’è una società che – legittimamente – opera nel più totale distacco rispetto alla piazza nella quale vive, effettuando scelte tecniche altrettanto legittime ma prive – oggettivamente – di appeal e fascino, immaginando di continuare – anche qui in modo legittimo – a gestire la Salernitana come se fosse una fabbrica di pneumatici per passeggini. Dall’altra parte della barricata ci sono loro, gli “inceppati” per la maglia granata, quelli che – legittimamente in egual misura – soffrono e non poco per le sorti di “sua Maestà”. Gli “inceppati” sono anche quelli che non riescono a capire come mai, ad ogni campionato chiuso in modo fallimentare, ne inizi un altro sotto gli stessi nefasti auspici. Gli “inceppati” sono sempre quelli che – legittimamente – si chiedono come mai ancora oggi la società non abbia dato risposta ufficiale all’altrettanto ufficiale comunicato dello scorso aprile 2019, quando ci si impegnava formalmente a programmare per la stagione 2019-20 un campionato di vertice assoluto con obiettivo la serie A, mentre in realtà tutti sappiamo come sono andate le cose.
Addirittura c’è – sul fronte degli “innamorati dell’acqua calda” – chi fa le pulci ai sogni dei tifosi della Salernitana che – ad esempio – avrebbero accolto con gioia l’arrivo di un tecnico capace e vincente, additandoli di essere gufi, antisocietari, disfattisti, filo-terrapiattisti o altre elucubrazioni mentali simili. E’ evidente che a Salerno non tutti hanno la stessa opinione sull’operato di questa proprietà, legittimo ovviamente. L’unica regola di base sarebbe quella di analizzare i fatti e non le favole raccontate.
La spaccatura tra il 90% della tifoseria salernitana e la società è dato certo. Esiste però una via d’uscita per tornare a riveder le stelle. Servono chiarezza, obiettivi certi e risultati. Altrimenti la Salernitana resterà sempre più sola, non perchè i tifosi abbiano cambiato casacca (i voltagabbana sono altri) ma perchè è evidente che parole come entusiasmo, coinvolgimento, passione siano in questa fase ai minimi termini. E la colpa ha nomi e cognomi.