E’ vero che il calcio dà modo a tutti di parlare, talvolta anche a sproposito soprattutto a causa di questi maledetti social evidentemente ritrovo di allenatori e dirigenti mancati. Gente che fa fatica a spiegare cosa siano una diagonale difensiva o un fuorigioco, che non sa la differenza tra terzino e libero ma che , al solo fine di destabilizzare, propone quotidianamente pillole di saggezza (e di incompetenza, in alcuni casi) tali da far cadere le braccia. In una difesa che becca gol a ripetizione, che non è stata rinforzata dal direttore sportivo, con gente che vive di rendita e che non gioca una partita decente dalla trasferta di Torino di un anno fa davvero si vuol mettere in discussione Gyomber? Sabato, per un’ora, il centrale granata si è espresso a livelli altissimi, tali da annullare totalmente Sanchez e da creare grosse difficoltà a Thuram. 60 minuti da otto in pagella, conditi da alcuni recuperi che hanno strappato applausi all’esigente platea dell’Arechi. Una platea che non dimentica quanto Gyomber, accolto come lo scarto del Perugia retrocesso, abbia contribuito al ritorno in A della Salernitana, quanto sia stato essenziale nell’era del 7% e quanti voti altissimi abbia collezionato in pagella la scorsa stagione giganteggiando in un contesto complesso.

Perchè spesso, a causa delle debolezze e dei limiti dei compagni, Gyomber deve pensare al suo lavoro ma anche a correggere gli errori degli altri. Dopo 3 anni e mezzo senza sosta, resi più complicati da recenti infortuni muscolari, è assolutamente legittimo e fisiologico che anche lui possa sbagliare qualcosa. A Lecce ha sofferto la fisicità di Krstovic, a Empoli è andato in affanno in una giornata nerissima per tutti, ma chiedete a Zapata – per esempio- quanti palloni abbia toccato prima che lo sloveno venisse sostituito. Senza dimenticare che col Frosinone è stato tra i migliori in campo e che ha tenuto a galla la retroguardia nella sfida interna con l’Udinese aiutandola a superare momenti davvero di grandissima difficoltà. A nostro avviso il buon Norbert resta tra i calciatori più forti della rosa e tra i dieci centrali più affidabili dell’intera categoria. Un ragazzo dal cuore granata che in campo dà tutto fino alla fine onorando la maglia e mettendoci la faccia. O pensiamo davvero che Lovato, Pirola, Bronn e Fazio siano più forti?

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