Il match di domenica all’Olimpico di Torino rievoca per la Salernitana la leggendaria sfida al Grande Torino. Quella formazione era la dominatrice della Serie A, oltre che una delle più forti d’Europa e del Mondo, negli anni Quaranta. Il bilancio delle partite giocate in casa del Torino parla di 4 vittorie dei “Granata del Nord”, un pareggio e due successi per i “Granata del Sud”.

Il Grande Torino

Il primo incrocio risale alla stagione d’esordio della Salernitana in Serie A nel 1947-48. La Salernitana è una delle rivelazioni del campionato grazie alla sua tenacia e al suo gioco basato sul Vianema. I campani si presentano il 16 novembre allo stadio Filadelfia per sfidare il Grande Torino sfoggiando proprio il modulo ideato da Viani e Valese. La Salernitana è accolta alla stazione di Torino con molta cortesia e premura dal presidente piemontese Ferruccio Novo, ben altra accoglienza rispetto al clima ostile a cui i campani erano abituati. Davanti a circa 12.000 spettatori, la Salernitana scende in campo con la classica maglia granata per dovere di ospitalità del Torino in maglia bianca. Gabetto, Loik e Menti archiviano la pratica per i padroni di casa già alla mezzora. La Salernitana risponde al 41’ quando Vaschetto, originario della vicina Caselle, segna su corner battuto da Margiotta. Nella ripresa il Torino dilaga con una doppietta di Loik e la rete di Grezar. All’85’ l’arbitro Galeati, ex calciatore della Salernitana negli anni Venti, dà il triplice fischio. Gli spettatori, confusi, lasciano gli spalti, mentre i calciatori tornano negli spogliatoi. Alcuni giocatori sono già sotto la doccia quando Galeati si accorge dell’errore e richiama in campo le squadre per i restanti cinque minuti. L’episodio è raccontato nel libro “Vincenzo Margiotta – Il più grande centravanti granata di tutti i tempi”: <<Il grande Valentino Mazzola, indimenticabile mezzala e capitano del Torino ci disse di tornare in campo solo per onor di firma, stipulando, per così dire, un patto di non belligeranza. Tanto, il risultato è quello che è, – disse Mazzola – per cui giocheremo questi ultimi cinque minuti senza impegnarci, solo per concludere la gara regolarmente. Va bene così – accettammo, tacitamente, tutti. I miei compagni, che erano già sotto la doccia, a malincuore, si rivestirono e tornarono in campo. Gli spalti erano, ormai, semideserti, ma noi riprendemmo a giocare. Dopo solo due minuti dalla ripresa del gioco, l’ala sinistra del Torino, l’ungherese (rumeno, n.d.r.) Fabian, ricevuto da un compagno di squadra un innocuo pallone, si involava sulla sinistra, palla al piede, zigzagando tra gli immobili e sorpresi miei compagni di reparto arretrato, trafiggendo, con un forte diagonale, l’incolpevole ed esterrefatto Masci. Correva l’87’ e fu 7 a 1. Non mancarono le nostre proteste, peraltro molto amichevoli, a capitan Mazzola, reo di non aver… rispettato i patti. Il buon Valentino, con un sorriso disarmante, ci rispose: scusateci, ma Fabian è straniero e non ha capito bene l’italiano. Vuol dire che quando verremo a Salerno, ci darete un gol in più! Questa battuta dell’indimenticabile Mazzola, mitigò la portata… dell’affronto ed il tutto si chiuse con una cordialissima stretta di mano tra i protagonisti di quella meravigliosa giornata di sport>>.

Sconfitte in cadetteria

Torino e Salernitana hanno incrociato di nuovo le proprie strade soltanto nel 1996-97 in Serie B. Al Delle Alpi, i granata di Colomba restano in dieci fin dall’8’ per l’espulsione di Tosto con conseguente rigore parato da Chimenti. In avvio di ripresa, la parità numerica si ristabilisce con il rosso a Ipoua, ma un’autorete di Moro regala la vittoria al Torino. Nel campionato seguente, la trasferta torinese arriva sette giorni dopo la matematica promozione in A dei granata di Rossi. A decidere l’incontro è una rete di Carparelli nel finale. Nuovo successo piemontese nel 2000-01, quando i gol di Colombo e Maspero mandarono ko la Salernitana.

Imbattibilità

La sfida del 2003-04 è rinviata per la protesta messa in atto da alcuni club cadetti, tra cui il Torino, contro l’allargamento a 24 squadre del campionato. Infatti, il Torino non si presenta in campo, mentre la Salernitana è contestata, sia in albergo sia allo stadio, in quanto una delle società ripescate in B. Il fischio d’inizio arriva un mese più tardi e i “Granata del Sud” strappano la prima vittoria in casa del Torino. È un gol di Bogdani al 77’ a firmare lo storico successo e ad interrompere un tabù trasferta che durava da 19 mesi. L’anno seguente la Salernitana di Gregucci strappa un pareggio a reti bianche sfiorando anche il colpaccio. La striscia di imbattibilità in casa del Torino prosegue nel 2009-10. La trasferta allo stadio Olimpico di Torino è una delle poche note liete della stagione. A sorpresa, la Salernitana batte il favorito Torino rimontando l’iniziale svantaggio firmato da Barusso. Appena un minuto dopo la rete torinista, Dionisi firma il pareggio, raddoppiato dal gol di Kyriazis al 40’. In avvio di ripresa la Salernitana punge ancora con Dionisi che segna in contropiede il terzo gol campano. Al 66’ la Salernitana resta in dieci per l’espulsione di Bastrini che causa un rigore parato poi da Polito. Il Torino accorcia le distanze proprio dal dischetto all’80’ con Bianchi, ma è troppo tardi. Nel finale le espulsioni di Zoboli e Montervino completano il tabellino. La Salernitana vince 3-2 ed espugna per la seconda volta la casa del Toro.

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