Abbiamo sempre sottolineato quanto il fattore pubblico possa essere incisivo e fondamentale in una piazza come Salerno. Dal punto di vista numerico lo zoccolo duro è praticamente raddoppiato: dai 9000 della passata stagione, almeno fino ad aprile, ai 18000 di quest’anno, un dato assolutamente positivo destinato ad incrementare nella seconda parte della stagione. Ma, a far la differenza, è la qualità e non la quantità. Serve a poco riempire lo stadio se poi si resta in silenzio ad assistere allo spettacolo, ogni singolo tifoso deve essere consapevole che una frase di incitamento, un coro o un applauso possono trasferire energia e carica agonistica ai protagonisti che corrono sul rettangolo verde. Con lo Spezia tutto questo è accaduto, basti ripensare ad una scena da brividi che è storia del minuto numero 90. L’arbitro concede incomprensibilmente 10 minuti di recupero, i 17000 presenti si lasciano andare ad un boato di disapprovazione quasi assordante. Lì i capi ultras, encomiabili, capiscono il momento e invitano tutti a concentrarsi sulla partita e a trascinare la Salernitana. “Tutto lo stadio…tutto lo stadio” e Arechi in piedi per sostenere la Salernitana. Anche nei distinti e in tribuna la partecipazione è stata magnifica, non c’era un solo spettatore che non vivesse in prima persona un momento che resterà a lungo nel cuore e nella mente di tutto. La festa nel post gara è un meritato riconoscimento per la squadra, ma anche per chi ha contribuito ad incamerare tre punti. Un corpo unico tra Salernitana e pubblico, quella simbiosi che è arma vincente